16 Sep

L’art. 2 comma 1 del Decreto Legislativo n. 276 del 10 Settembre 2003 definisce l’ente bilaterale un organismo paritetico, costituito grazie alla contrattazione collettiva delle rappresentanze dei lavoratori (sindacati) e dei datori di lavoro (associazioni datoriali).

Le costituzioni di enti bilaterali, nel corso degli ultimi anni, sono diventate sempre più frequenti, grazie al fatto, che entrambe le associazioni di riferimento (datoriali/lavoratori), essendo pariteticamente rappresentate, stanno trovando il giusto equilibrio rappresentativo per strutturare e migliorare le procedure di occupazione.  

Quali sono i servizi erogati dall’ente bilaterale?

I servizi che un ente bilaterale può erogare ai suoi iscritti, vengono stabiliti dalle parti sociali in sede di contrattazione collettiva.

 Tali servizi possono essere.

  • sviluppo di attività formative;
  • attività di inclusione dei soggetti più svantaggiati;
  • attuazione di protocolli per la sicurezza sul lavoro
  • sostegno al reddito tramite fondi di solidarietà 
  • piano formativo per l’attuazione dell’apprendistato

Ma nel corso del tempo, siccome gli enti bilaterali si sono ritagliati un ruolo sempre più determinante in termini di rappresentanza delle parti sociali, anche i servizi offerti sono aumentati, sia in termini di quantità che di qualità.

Infatti, ad oggi, tra le competenze di un ente bilaterale, vi è anche la possibilità di includere funzioni di controllo per una corretta applicazione dei contratti di lavoro e della loro relativa certificazione.

Ente bilaterale: prestazioni di natura sanitaria

Oltre ai sopra citati servizi, gli enti bilaterali sono in grado di offrire anche prestazioni di natura sanitaria, le quali possono essere erogate tramite l’ausilio di Fondi sanitari, oppure, laddove è possibile, è stesso l’ente che assume le vesti di “fondo sanitario atipico”.

Ad esempio, durante l’emergenza del periodo Covid-19, gli enti bilaterali, grazie ai contributi versati dagli iscritti, hanno fornito un preziosissimo supporto ad aziende e lavoratori in termine di welfare bilaterale

Ma anche attualmente, laddove ci sia un periodo di crisi, come ad esempio l’attuale guerra tra Ucraina e Russia, gli enti bilaterali, stanno fornendo un serio aiuto per contenere il rincaro dei prezzi delle materie prime.

È obbligatorio iscriversi ad un ente bilaterale?

Diciamolo in maniera chiara, al momento NON esiste nessun obbligo di iscrizione ad un ente bilaterale.

Ma allo stesso tempo, il Ministero del Lavoro, tramite la circolare n. 43/2010, ha specificato, che anche se non vi è alcun obbligo di iscrizione, deve comunque essere garantita alle parti la facoltà di aderire ad un ente bilaterale, garantendo così l’attuazione del principio della libertà associativa sancito dall’art. 39 della Costituzione.

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